Lezione 1 di 10 · Il messaggio e il messaggero

Perché predichiamo

Lo scopo della predicazione secondo la Bibbia: non informare soltanto, ma trasformare.

⏱ 20 min

🎯 Obiettivi

Al termine di questa lezione saprai:

  • spiegare che cos’è l’omiletica e perché riguarda non solo i pastori, ma chiunque insegni la Parola;
  • riconoscere il posto della predicazione nel piano di Dio, dai profeti agli apostoli;
  • descrivere i tre scopi principali di un messaggio biblico: trasformare, orientare, chiamare a decidere.

📖 Ricevi

Leggi con calma questi brani, possibilmente ad alta voce:

“Così la fede vien dall’udire e l’udire si ha per mezzo della parola di Cristo.” — Romani 10:17 (Riveduta 1924)

“Predica la Parola, insisti a tempo e fuor di tempo, riprendi, sgrida, esorta con grande pazienza e sempre istruendo.” — 2 Timoteo 4:2 (Riveduta 1924)

Leggi poi Neemia 8:1-12. Il popolo è radunato, Esdra legge la Legge e i leviti la spiegano, dandone il senso perché tutti possano capire (Neemia 8:8). Nota come reagisce il popolo: prima piange, poi fa festa. È un piccolo ritratto di ciò che succede quando la Parola viene letta e spiegata bene.

🔍 Esamina

Che cos’è l’omiletica

La parola omiletica viene dal greco homilía, che significa “conversazione”, “discorso rivolto a un gruppo riunito”. È la disciplina che insegna a presentare il testo biblico a chi ascolta, in modo fedele e comprensibile.

Nel corso Come studiare la Bibbia abbiamo imparato due passaggi: l’esegesi (che cosa il testo significava allora) e l’ermeneutica (che cosa significa oggi). L’omiletica aggiunge un terzo passaggio: come comunicarlo a persone concrete, in un momento concreto.

Non è una materia solo per “addetti ai lavori”. Ne ha bisogno il pastore, ma anche chi guida un gruppo di studio, chi insegna alla scuola domenicale, chi parla ai giovani, chi condivide il Vangelo con un collega. Filippo predicò alle folle in una città di Samaria (Atti 8:5-6), ma seppe anche spiegare Isaia a un solo uomo su una strada deserta (Atti 8:26-35). La Parola è la stessa; cambiano l’uditorio e il modo.

La predicazione nel piano di Dio

Dio ha scelto di parlare. E ha scelto di farlo, in gran parte, attraverso persone che annunciano la sua Parola ad altre persone.

  • I profeti dell’Antico Testamento proclamavano: “Così parla l’Eterno”.
  • Gesù iniziò il suo ministero predicando: il tempo è compiuto, il regno di Dio è vicino, ravvedetevi e credete al Vangelo (Marco 1:14-15).
  • Gli apostoli riempirono Gerusalemme con il loro insegnamento (Atti 5:28) e portarono l’annuncio fino a Roma.

Paolo lo spiega con una catena di domande: come invocheranno colui nel quale non hanno creduto? Come crederanno se non hanno udito? Come udiranno se nessuno predica? (Romani 10:14-15). La predicazione non è un’abitudine ecclesiastica: è uno dei mezzi scelti da Dio per far nascere e crescere la fede.

Primo scopo: trasformare

Un messaggio biblico non serve prima di tutto a informare, ma a cambiare. Ebrei 4:12 descrive la Parola come più affilata di una spada a due tagli, capace di giudicare i pensieri e le intenzioni del cuore. Quando la Parola viene annunciata con fedeltà, lo Spirito la usa per toccare coscienze, consolare chi soffre, correggere chi sbaglia.

📌 Una domanda per ogni messaggio

Prima di salire sul pulpito chiediti: “Che cosa voglio che Dio cambi in chi ascolta, attraverso questo testo?” Se non sai rispondere, il messaggio non è ancora pronto.

Secondo scopo: orientare

La predicazione indica una direzione. Il giorno di Pentecoste, dopo il messaggio di Pietro, la folla chiese: “Che dobbiamo fare?” (Atti 2:37). Pietro rispose con una strada chiara: ravvedersi, essere battezzati, ricevere il dono dello Spirito. E il racconto prosegue mostrando una comunità che persevera nell’insegnamento degli apostoli, nella comunione, nel rompere il pane e nella preghiera (Atti 2:42). Un buon messaggio non lascia solo emozioni: apre una visione di fede e indica i passi da compiere.

Terzo scopo: chiamare a decidere

Alla fine della sua vita Giosuè radunò il popolo e, dopo aver ricordato tutto ciò che Dio aveva fatto, lo pose davanti a una scelta: scegliete oggi chi volete servire; quanto a me e alla mia casa, serviremo l’Eterno (Giosuè 24:15). La predicazione biblica porta le persone davanti a Dio, perché rispondano a lui: con la fede, il ravvedimento, l’ubbidienza, la lode.

Conferenza, spettacolo, predicazione

Possiamo distinguere tre cose che a volte si confondono:

  • una conferenza trasmette informazioni su un argomento;
  • uno spettacolo intrattiene e cerca l’approvazione del pubblico;
  • una predicazione annuncia ciò che Dio dice nella sua Parola e chiama chi ascolta a rispondergli.

Un messaggio può contenere informazioni utili e può anche essere piacevole da ascoltare. Ma se manca la Parola spiegata e applicata, non è più predicazione. Paolo lo scrive con forza: se cercassi di piacere agli uomini, non sarei servitore di Cristo (Galati 1:10).

La Parola, non le nostre opinioni

Il comando a Timoteo è semplice: predica la Parola. Non “predica le tue idee usando qualche versetto”. Una tentazione frequente è preparare un discorso e poi cercare un testo che lo sostenga. Così, però, non è più la Bibbia a stabilire che cosa viene predicato. Il predicatore fedele fa il contrario: parte dal testo, lo ascolta, e lascia che sia il testo a dare forma al messaggio.

Il ruolo dello Spirito Santo

C’è infine un aspetto che nessuna tecnica può sostituire. Paolo ricorda ai Corinzi che era arrivato da loro con debolezza e timore, senza discorsi persuasivi di sapienza umana, ma con dimostrazione di Spirito e di potenza, perché la loro fede fosse fondata su Dio (1 Corinzi 2:1-5). Gli apostoli avevano passato anni con Gesù, la migliore scuola biblica della storia, eppure fu la Pentecoste a renderli predicatori potenti. Impareremo regole e metodi, ma ricorderemo sempre che è Dio a dare frutto.

Il cammino della Parola

Possiamo riassumere in uno schema il percorso che la Parola compie quando qualcuno predica. Nota che il predicatore sta in mezzo: non è la fonte del messaggio, ma un canale che riceve prima di dare.

flowchart LR
  A["Dio parla"] --> B["La Scrittura"]
  B --> C["Il predicatore studia e prega"]
  C --> D["Il messaggio"]
  D --> E["Chi ascolta"]
  E --> F["Vita trasformata"]
  S(["Lo Spirito Santo"]) -.-> C
  S -.-> E

Le frecce tratteggiate ricordano che lo Spirito agisce in due punti: illumina chi prepara e apre il cuore di chi ascolta. Nessuna tecnica può sostituire questa opera; ma lo Spirito non disprezza la preparazione, anzi la usa.

📌 Tre domande prima di predicare

  1. Che cosa dice Dio in questo testo, e non soltanto che cosa penso io?
  2. Che cosa deve cambiare in chi ascolta, secondo i tre scopi: trasformare, orientare, chiamare a decidere?
  3. Sto cercando di piacere a Dio o di ottenere l’approvazione del pubblico?

Se non sai ancora rispondere alla prima domanda, il messaggio non è pronto, anche se hai già molte belle idee.

🔗 Collega

La predicazione attraversa tutta la Scrittura e ha sempre Cristo al centro:

  • Neemia 8:8: leggere e spiegare la Parola perché il popolo capisca.
  • Luca 4:16-21: Gesù legge Isaia nella sinagoga di Nazaret e annuncia che quella Scrittura si è adempiuta in lui.
  • Luca 24:27: sulla via di Emmaus Gesù spiega in tutte le Scritture le cose che lo riguardano.
  • Atti 17:11: i Bereani ascoltano Paolo con entusiasmo e poi verificano nelle Scritture ciò che hanno sentito.

Quest’ultimo testo è una sfida per chi predica: dobbiamo annunciare la Parola in modo che ogni messaggio superi la verifica dei Bereani. Per questo, in questo corso, prepareremo i messaggi seguendo i tre passi del Metodo BereaWay: ricevi, esamina, collega.

🙏 Applica

  1. Ripensa a un messaggio che ha cambiato qualcosa nella tua vita. Che cosa lo ha reso efficace: il testo, la spiegazione, l’applicazione, la vita del predicatore?
  2. Dei tre scopi visti (trasformare, orientare, chiamare a decidere), quale rischi di trascurare di più quando parli della Bibbia ad altri?
  3. Pensa ai luoghi in cui potresti essere chiamato a “predicare”, anche senza un pulpito: famiglia, gruppo, lavoro, scuola domenicale. Che cosa cambia nel modo di comunicare?
  4. Prega per i predicatori della tua chiesa e chiedi a Dio di prepararti, se ti chiama, a servire con la sua Parola.

📚 Approfondisci

  • Leggi Atti 2:14-42 e sottolinea il testo dell’Antico Testamento che Pietro spiega, i punti principali del suo messaggio e la risposta dell’uditorio.
  • Esercizio di ascolto attivo: alla prossima predicazione che ascolti, prendi appunti e prova a scrivere il testo principale, l’idea centrale in una frase e l’applicazione proposta. Ascoltare bene è la prima scuola di predicazione.
  • Ripassa le lezioni 1, 5, 6 e 7 del corso Come studiare la Bibbia: ci serviranno nel secondo modulo.

Nella prossima lezione ci chiederemo come dev’essere il messaggio per raggiungere davvero chi ascolta: attuale, chiaro e semplice.

✅ Verifica

1. Che cosa significa la parola «omiletica»?
2. Secondo Romani 10:14-17, perché la predicazione è necessaria?
3. Qual è la differenza principale tra una conferenza e una predicazione?
4. Che cosa chiede Paolo a Timoteo in 2 Timoteo 4:1-2?
5. Secondo 1 Corinzi 2:1-5, su che cosa si fondava la predicazione di Paolo?