Lección 1 de 10 · La missione di Dio nelle Scritture

Perché le missioni ci riguardano

La missione nei luoghi più difficili non è un tema per pochi specialisti: riguarda il cuore stesso del Vangelo e di ogni chiesa.

⏱ 20 min

Este curso está disponible por ahora en: Italiano

🎯 Obiettivi

Al termine di questa lezione saprai:

  • spiegare perché la missione nei contesti difficili riguarda ogni credente e ogni chiesa, non solo pochi specialisti;
  • riconoscere che il mandato missionario attraversa tutti i Vangeli e gli Atti;
  • descrivere il percorso del corso: la missione di Dio, la sofferenza, le culture, la chiamata.

📖 Ricevi

Leggi con calma questo brano, che chiude il Vangelo di Matteo:

“Andate dunque, ammaestrate tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figliuolo e dello Spirito Santo, insegnando loro d’osservar tutte quante le cose che v’ho comandate. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell’età presente.” — Matteo 28:19-20 (Riveduta 1924)

Poi leggi Romani 10:13-15. Fermati sulle domande di Paolo: come invocheranno, come crederanno, come udiranno? Sono le domande da cui parte questo corso.

🔍 Esamina

Una lettera difficile da scrivere

All’inizio dell’Ottocento un giovane americano, Adoniram Judson, venne a sapere che in Birmania, l’attuale Myanmar, non c’era praticamente nessuna testimonianza cristiana. Era un paese chiuso e ostile agli stranieri. Adoniram voleva sposare Anne e partire con lei. Scrisse allora al padre della ragazza una lettera che è rimasta famosa: gli chiedeva se poteva acconsentire a lasciar partire la figlia sapendo che forse non l’avrebbe più rivista, esposta ai pericoli del mare, alle malattie, alle persecuzioni e forse a una morte violenta. E aggiungeva: per amore di Colui che ha lasciato il cielo per morire per lei e per te.

Il padre, con dolore, rispose che non si sarebbe opposto. I Judson partirono nel 1812. Che cosa può spingere due giovani a una scelta così radicale? Questa domanda ci accompagnerà fino all’ultima lezione.

Un mandato che attraversa tutti i Vangeli

A volte pensiamo al “Grande Mandato” come a un versetto isolato alla fine di Matteo. In realtà ogni Vangelo, e anche gli Atti, si chiude con un invio:

  • Matteo 28:18-20: andate e fate discepoli di tutti i popoli;
  • Marco 16:15: predicate il Vangelo a ogni creatura;
  • Luca 24:46-48: nel suo nome si predichi il ravvedimento a tutte le genti, e voi ne siete testimoni;
  • Giovanni 20:21: come il Padre ha mandato me, così io mando voi;
  • Atti 1:8: mi sarete testimoni fino all’estremità della terra.

Cinque libri diversi, cinque angolature, un solo messaggio: il Cristo risorto manda i suoi. La missione non è un’appendice del Vangelo; è il modo in cui il Vangelo arriva fino a noi e oltre di noi.

Riquadro: la catena di Romani 10

Paolo costruisce una catena all’indietro: per essere salvati bisogna invocare il Signore; per invocarlo bisogna credere; per credere bisogna udire; per udire qualcuno deve predicare; per predicare qualcuno deve essere mandato (Romani 10:13-15). Se manca un anello, la catena si spezza.

Dove la chiesa cresce

C’è un fatto che sorprende molti credenti occidentali: in diverse regioni del mondo la chiesa cresce proprio là dove è sotto pressione. Non perché la sofferenza sia buona in sé, ma perché Dio è fedele e i suoi figli imparano a dipendere da lui senza appoggi umani. Già nei primi secoli si diceva che il sangue dei martiri era seme di nuovi cristiani.

La chiesa perseguitata ha molto da insegnare alla chiesa che vive in libertà: la pazienza, la preghiera, la comunione fraterna, il coraggio umile. Studiare le missioni “in terre difficili” significa anche lasciarsi istruire da questi fratelli.

Uno squilibrio da conoscere

Gli studiosi di missione segnalano da tempo uno squilibrio: la grande maggioranza dei missionari e delle risorse economiche resta tra popoli dove il Vangelo è già conosciuto o già presente da secoli. Solo una piccolissima parte raggiunge i cosiddetti popoli non raggiunti, cioè i gruppi tra i quali non esiste ancora una chiesa capace di evangelizzare il proprio popolo.

Non si tratta di contrapporre il “qui” al “là”: il bisogno è reale anche vicino a noi. Ma se diciamo soltanto “c’è tanto da fare qui”, rischiamo di dimenticare chi non ha mai sentito il nome di Gesù.

Chi sono i “popoli non raggiunti”?

L’espressione può sembrare tecnica, ma indica una realtà semplice. Un popolo è “non raggiunto” quando al suo interno non c’è ancora una comunità di credenti abbastanza numerosa e matura da poter annunciare il Vangelo al resto del proprio popolo senza aiuto esterno. Non significa che non vi sia nessun cristiano; significa che, senza qualcuno che arrivi da fuori, la maggior parte delle persone potrebbe vivere e morire senza aver mai sentito parlare di Gesù in modo comprensibile.

Spesso questi popoli vivono in regioni dove la testimonianza cristiana è limitata dalla legge o dalla pressione sociale. Per questo parliamo di “terre difficili”: luoghi dove annunciare Cristo costa, e dove servono pazienza, saggezza e una chiesa che preghi e sostenga.

Anche le nostre terre cambiano

Infine, una ragione molto vicina a noi. In Occidente e anche in Italia cresce una certa insofferenza verso le convinzioni cristiane. Non è persecuzione nel senso in cui la vivono molti fratelli nel mondo, ed è bene non confondere le due cose. Ma ci ricorda che anche le nostre terre possono diventare “difficili”. Imparare dai credenti che vivono sotto pressione ci prepara a essere fedeli in qualunque contesto.

Il percorso del corso

In questo corso faremo quattro tappe:

  1. La missione di Dio nelle Scritture: il grande racconto in cui Dio manda e ci affida un ruolo.
  2. La teologia della sofferenza: perché una chiesa che non sa soffrire fatica anche a perseverare.
  3. Il Vangelo in ogni cultura: colpa, vergogna e paura, e un Vangelo annunciato in tutte le sue dimensioni.
  4. La chiamata: miti e verità su chi va, chi manda e come si discerne insieme.

La missione in uno schema

Per tenere insieme le ragioni viste finora, puoi immaginare la missione come un movimento che parte da Dio e torna a Dio. Lo schema qui sotto riassume il percorso: Dio ama il mondo e manda il Figlio; il Figlio manda la chiesa con lo Spirito; la chiesa attraversa barriere geografiche, culturali e linguistiche; nascono nuove comunità che, a loro volta, diventano capaci di mandare.

flowchart LR
  A["Dio ama il mondo"] --> B["Manda il Figlio"]
  B --> C["Il Figlio manda la chiesa"]
  C --> D["La chiesa attraversa barriere"]
  D --> E["Nascono nuove chiese"]
  E --> F["Che a loro volta mandano"]
  F --> G["Lode da ogni popolo"]

Nota l’ultima casella: lo scopo finale non è un’organizzazione efficiente, ma la lode di Dio da parte di ogni popolo (Apocalisse 7:9-10). Quando la missione perde questo orizzonte, rischia di diventare attivismo o propaganda. Quando lo conserva, anche il servizio più nascosto trova senso.

Questo schema ti aiuterà anche a leggere le lezioni seguenti. Nel primo modulo vedremo da dove nasce la missione (le prime caselle); nel secondo, quanto costa attraversare le barriere; nel terzo, come il Vangelo parla a culture diverse; nel quarto, quale posto hai tu in questo movimento.

DomandaDove la affronteremo
Perché esiste la missione?Modulo 1
Che cosa costa?Modulo 2
Come parla a ogni cultura?Modulo 3
Qual è il mio ruolo?Modulo 4

🔗 Collega

La missione non nasce nel Nuovo Testamento. Già ad Abramo Dio promette: “in te saranno benedette tutte le famiglie della terra” (Genesi 12:3, Riveduta 1924). E l’Apocalisse ci mostra la fine della storia: una folla immensa di ogni nazione, tribù, popolo e lingua davanti al trono dell’Agnello (Apocalisse 7:9).

Dal primo all’ultimo libro, la Bibbia racconta di un Dio che vuole essere conosciuto e adorato da tutti i popoli. Con il Metodo BereaWay ricevi il testo, lo esamini nel suo contesto e lo colleghi a tutta la Scrittura: in questo corso vedrai che la missione è uno dei fili che tengono insieme l’intera Bibbia.

🙏 Applica

Prenditi qualche minuto per rispondere, da solo o con il tuo gruppo:

  1. Prima di questa lezione, pensavi alla missione come a qualcosa che riguarda “altri”? Che cosa è cambiato?
  2. Conosci un missionario o un credente che vive in un contesto difficile? Come puoi pregare per lui in modo concreto questa settimana?
  3. Quale posto ha la missione nella tua chiesa: nella preghiera, nell’insegnamento, nel bilancio?
  4. Rileggi Romani 10:14-15. In quale anello della catena senti che Dio ti chiede di essere presente oggi: pregare, mandare, andare, annunciare?

📚 Approfondisci

  • Leggi i cinque “mandati” uno dopo l’altro (Matteo 28:18-20; Marco 16:15; Luca 24:46-48; Giovanni 20:21; Atti 1:8) e annota che cosa sottolinea ciascuno.
  • Leggi Atti 13:1-3: come la chiesa di Antiochia diventa una chiesa che manda.
  • Informati su un popolo o una regione dove i cristiani vivono sotto pressione, usando fonti cristiane affidabili, e inizia a pregare regolarmente per loro.

Nella prossima lezione apriremo l’Antico Testamento per scoprire lo “spettacolo divino”: il grande racconto in cui Dio è regista e protagonista, ma affida anche a noi una parte.

✅ Verificación

1. In quanti libri del Nuovo Testamento troviamo, in forme diverse, l'invio dei discepoli da parte di Gesù risorto?
2. Che cosa significa che la missione 'riguarda tutti'?
3. Secondo Romani 10:14-15, perché è necessario che qualcuno sia mandato?
4. Quale squilibrio missionario la lezione invita a conoscere?
5. Che cosa ha da insegnare la chiesa perseguitata alla chiesa che vive in libertà?